Madonna dell’Avvocata: il pellegrinaggio di Pentecoste a Maiori

Ogni anno, il lunedì di Pentecoste, centinaia di devoti raggiungono il Santuario della Madonna dell’Avvocata. Siamo sul monte Falerzio, che sovrasta la città di Maiori, nella costiera amalfitana. Al suono di tammorre e castagnette, i pellegrini danno vita ad una festa piena di emozioni e devozione.

Tra storia e leggenda

Il Santuario della Madonna dell’Avvocata è raggiungibile soltanto a piedi. Tre lunghi sentieri, che partono da Cava de’ Tirreni, Maiori e Cetara permettono ai devoti di raggiungere il luogo di culto. Il Santuario, oggi gestito dai Monaci Benedettini dell’Avvocatella (di Cava de’ Tirreni), ha origini antichissime. Nel 1485, un pastore di Maiori, mentre portava le pecore al pascolo, scoprì una grotta tra i boschi del Falerzio. In seguito, la Madonna gli apparve in sogno, chiedendogli di edificare un altare in quella grotta. In cambio, sarebbe diventata la sua “avvocata”, la sua protettrice. Il pastore si ritirò sul monte e, anche grazie alle offerte raccolte, costruì una cappella con l’altare all’interno della grotta. Nel 1503, papa Leone X diede il consenso per la costruzione di una chiesa con campanile nella parte piana superiore del monte.

Madonna dell'Avvocata

Pellegrinaggio alla Madonna dell’Avvocata

Il lunedì di Pentecoste, i fedeli si radunano al Santuario. La salita, generalmente, inizia la domenica precedente (molti salgono il sabato) per giungere al Santuario all’alba del lunedì. A mezzogiorno, al suono delle campane la statua della Madonna viene portata in processione. I fedeli suonano tammorre e castagnette, altri lanciano petali di rosa, uno dei simboli della festa. Si ringrazia la Madonna per la protezione che concede ai fedeli. La celebrazione è anche legata l’inizio del raccolto, secondo la tradizione cristiana della Pentecoste (“festa della mietitura e delle primizie”, “giorno delle primizie”, “festa delle settimane”, “assemblea solenne conclusiva” nell’Antico Testamento).

Tammurriate per la Madonna dell’Avvocata

Il ritmo della Tammurriata dell’Avvocata è incalzante: racconta di guerre tra popoli, di allarmi, di fughe, di vittorie. Si tratta di una tammurriata suonata a più tamburi – molti tamburi! – per darle forza, potere catartico e ipnotico. Cerchi di suonatori, cantatori e ballatori si formano e si sciolgono per tutto il giorno. Balla una sola coppia per volta: ballo di sfida, di battaglia, energico. Tribale. Chi suona, chi canta, chi balla e chi semplicemente assiste entra in un’altra dimensione.

Pubblicità